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STORIA DELLA RAZZA - LO STANDARD


ORIGINI
Stati Uniti d'America

CLASSIFICAZIONE
Gruppo 5 cani di tipo spitz o primitivo

FUNZIONE
Cane nordico da slitta

ASPETTO GENERALE
L' Alaskan Malamute è un cane possente, di solida costruzione, con torace ampio e profondo, tronco forte e di buona muscolatura. In posizione di stazionamento sta ritto sugli arti e questo gli dona un portamento fiero, con occhi attenti che esprimono interesse e curiosità. La testa è larga con orecchie erette quando il cane è in attenzione. Il mantello è spesso e ruvido con pelo di guardia sufficientemente lungo per coprire il sottopelo denso e lanoso. I Malamutes sono di diversi colori, le marcature sulla testa caratteristiche della razza, formano una calotta, il muso è tutto bianco, o segnato da una barra, o da una maschera.

TEMPERAMENTO
Il Malamute è un cane attivo, curioso, sicuro di se, affettuoso, socievole e devoto, mai il cane di un solo padrone. Gli Eschimesi condividevano spesso i loro cani quindi per il Malamute era necessario saper ricevere ordini da estranei, quindi era di fondamentale importanza la totale assenza di imprevedibilità nei confronti delle persone, caratteristica che fa del Malamute un animale sicuramente votato alla vita in famiglia.

TESTA
La testa è sicuramente la prima cosa che colpisce. La mancanza di una bella espressione, influisce negativamente sull'aspetto generale di un dato animale. Deve essere larga imponente e deve dimostrare un alto grado di intelligenza. Crani stretti atipici o troppo grandi brachicefali vanno fortemente penalizzati.

OCCHI
Posti obliquamente nel cranio, devono essere a forma di mandorla. La colorazione dell' iride deve essere la più scura possibile, bellissimi ed ambitissimi, sono gli occhi color cioccolato. Personalmente riteniamo che l'occhio giallo o ambrato, non dovrebbe essere tollerato nemmeno in soggetti dal mantello rosso. Gli occhi azzurri comportano la squalifica.

ORECCHIE
Sono di media grandezza, comunque piccole in relazione alla testa, di forma triangolare e leggermente a punta, non larghe e arrotondate. Non devono essere inserite né troppo alte (come i Siberian Husky), né troppo basse, ai lati della testa. Le orecchie troppo grandi non consentirebbero all'animale di ruotarle per ricevere ordini nel traino delle slitta e disperderebbero troppo calore.

MUSO
Il muso deve essere grosso, diminuendo d'ampiezza dal cranio al tartufo, mai appuntito come quello dei Collies e nemmeno troppo tozzo, di tipo molossoide. Le labbra devono essere aderenti, la pigmentazione nera, anche per il tartufo, sarebbe da preferirsi anche nei soggetti dal mantello rosso. Di solito, un muso tozzo, è in correlazione con un stop accentuato e relative labbra cadenti, difetto funzionale. La mascella è larga con denti grandi, la chiusura è a forbice, tollerata quella a tenaglia. Enognatismo e prognatismo sono da considerarsi difetto.

COLLO
Deve essere profondo, molto muscoloso e moderatamente arcuato. Di solito un buon collo consente, per una logica di contro bilanciamento, un buon allungo anteriore, con relativa spinta sul posteriore. I cani con scarsa angolazione tibio-tarsica non hanno di solito un collo definito, mentre quelli con angolazione eccessiva, hanno un collo troppo lungo. Il dorso deve essere rettilineo. Un determinato Malamute costruito in discesa dal garrese, tende a caricare molto il posteriore, con effetto steppante sull'anteriore.

CODA
Deve essere inserita correttamente né troppo alta, che causa un effetto rovesciamento sul dorso, né troppo bassa, che provoca un raddrizzamento della stessa. Ben dotata di pelo, di giusta lunghezza, arcuata sul dorso da sfiorare con la punta il dorso stesso. Le code troppo lunghe, anche se inserite correttamente, tendono a discendere da una parte all' altra del tronco, quelle troppo corte sono portate come una scimitarra. Personalmente riteniamo che nel giudizio complessivo, sia meglio occuparsi di altri fattori funzionali, tralasciando cervellotiche disquisizioni sul problema coda.

MOVIMENTO
In un cane che lavora, il movimento rappresenta uno dei fattori più importanti. Il Malamute si muove in modo potente, senza sforzo apparente,gli arti anteriori si muovono in linea, senza sbandamenti laterali, convergendo al centro in fase di allungo. La spinta dal posteriore deve essere forte, anche in questo caso tornano in gioco le angolazioni. Sicuramente un animale troppo angolato perderà di spinta propulsiva dal posteriore, dovendo prima di spingere raddrizzare gli angoli, contrariamente un animale poco angolato tenderà a scalciare. Crediamo comunque che un'andatura incerta poco efficace e stanca accentui una cattiva costruzione generale e vada seriamente penalizzata.

MANTELLO
E' spesso e ruvido, costituito da pelo mai soffice né lungo né arricciato. Volendo indicare una lunghezza tipo andrebbero sostenuti i circa 2 centimetri per quanto riguarda il corpo, per arrivare ai 4 centimetri attorno al collo, le spalle, la coda e il dorso. Il sottopelo è untuoso e lanoso. I soggetti a pelo lungo ( difettoso ) problema abbastanza visibile in Italia, sono riconoscibili fin da cuccioli in quanto presentano pelo più lungo sulle guance, sulle orecchie, sulle zampe e sul collo. Il pelo lungo è un difetto funzionale in quanto alle latitudini estreme d'origine dei Malamute tende a gelare compromettendo l'integrità fisica dell'animale. Non è consentito nessun taglio estetico del pelo, eccetto piccoli ritocchi ai piedi ed alle vibrisse.

TAGLIA
Non esiste una taglia dichiarata ideale anche se vengono indicati i 62 - 64 centimetri di altezza per 38 chilogrammi di peso nei maschi e 58 - 60 centimetri per 35 chilogrammi per le femmine. Considerando comunque l'evoluzione naturale avuta in questi anni a parità di condizioni sono da preferirsi gli animali che più si avvicinano alle taglie ideali da traino pesante. Personalmente riteniamo debba esistere un accentuato dimorfismo sessuale e che le femmine più dolci ed aggraziate, debbano essere identificabili già ad una certa distanza.

IL CARATTERE
Come sostenuto in precedenza, non esistono elementi di paragone, tra il carattere di un Alaskan Malamute e quello di altri cani anche se solo una prolungata convivenza, porta a capire in dettaglio queste differenze. Forgiato e temprato da situazioni estreme, avvezzo ad immani fatiche con scarne ricompense, tenuto decidere a volte al posto dell'uomo stesso, vi troverete di fronte un animale a cui dimostrare l' importanza di ciò che volete fargli fare. Leale, devoto, sempre pronto al gioco, vi stupirà per istinto ed intuizione e sicuramente vi tributerà sempre enorme riconoscenza, ma il rispetto, quello dovrete essere in grado di meritarvelo e comunque non aspettatevi mai da lui sottomissione incondizionata. Questo è quanto rimane del suo atteggiamento da branco che lo porta anche a volte a dover dimostrare supremazia sui suoi simili con qualche ringhio, comportamenti che vanno da subito ripresi e repressi. Quello che non dovrete certo aspettarvi da un Malamute è che diventi un austero cane da guardia, benché, una volta stabilito il proprio territorio, l'arrivo di estranei sarà sicuramente avvisato e la mole dell'animale finirà per scoraggiare gli avventori. Le femmine di questa razza mantengono una dolcezza ed un attaccamento alle persone superiore ai maschi che invece tendono con l'età a divenire più riservati. E' bene ricordare comunque che il vostro Malamute esprimerà come carattere, quello che voi sarete riusciti a fargli apprendere, non trascurando che ogni cosa che vorrete far fare al vostro cane dovrà avere un fine preciso. Evitate quindi richiami inutili e ancor peggio non chiamatelo per punirlo, lui assocerà il fatto di essere stato punito mentre veniva da voi e tornerà sempre malvolentieri.

LA STORIA
Contrariamente a quanto affermato per ciò che riguardava le origini, la storia dell'Alaskan Malamute o, per meglio dire la conoscenza della razza è estremamente recente ed è sempre più o meno in correlazione agli eventi che hanno caratterizzato le gloriose epopee degli Stati Uniti d' America. Ci riferiamo alla grande Corsa all' Oro a cavallo del secolo scorso, o alle spedizioni dell' Ammiraglio Byrd al Polo Nord, o ancora all' incredibile Corsa del Siero organizzata nel 1925 per salvare gli abitanti di Nome in Alaska da una epidemia di difterite, in quanto un' inarrestabile bufera di neve impediva qualsiasi forma di collegamento da parte dell'Uomo con quella città, in quella circostanza, grazie all'indomito coraggio dei cani da slitta e alle gesta del mitico Balto si riuscì in quell'impresa e gli abitanti riconoscenti intitolarono a quella muta di cani e al loro leader una statua in Central Park a New York. Quel fatidico tragitto è annualmente ricordato da una corsa per cani da slitta chiamata Iditarod. Purtroppo alla fine della Seconda Guerra Mondiale la presenza di questi cani era praticamente ridotta al lumicino, non sappiamo se non fosse stato per qualche coraggioso pioniere se Noi potremmo oggi essere qui a parlarne, ringraziamo quindi coloro che per primi hanno creduto in questa fantastica razza: i coniugi Seeley innanzitutto, Paul Wolker, il grande Zoller e tutti quelli che se anche così non famosi sicuramente hanno contribuito.

LE ORIGINI
Indubbiamente trattasi di animali dalle origini antichissime, forse erano già al seguito di tribù Asiatiche che millenni orsono migrarono attraverso lo stretto di Bering stabilendosi in alcune regioni fra l' Alaska ed il Canada attuali, quindi cani primitivi nati per lavorare ed assecondare l' uomo in tutto e per tutto offrendo in taluni casi la loro stessa vita. Esiste una teoria secondo la quale sembra che alcune femmine di cane degli indigeni del luogo, venissero legate nei boschi durante i periodi di estro perché si accoppiassero con i lupi, teoria sfatata da Konrad Lorenz, poiché, egli sostenne che in una gerarchia rigida e tutt'altro che permissiva , come quella dei lupi, non è concesso di accoppiarsi se non ad un soggetto "y" ed a un soggetto "z" leaders del branco tenutari delle caratteristiche importanti da trasmettere geneticamente. A Noi piace pensare che magari si trattò di una fuga sentimentale di un cane con ambizioni lupesche che si innamorò perdutamente di un lupo che non se la sentiva proprio di chinare troppo la testa all'interno del suo branco, ecco perché, magari a volte, un Alaskan Malamute potrà non fare quello che forse ci si aspetta da un altro cane ma vi stupirà sicuramente comportandosi in taluni casi, con la freddezza e la lucidità di un lupo.



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