Riguardo noi

Avere a che fare con gli Alaskan Malamute da quasi 30 anni, cercando di capirne gli atteggiamenti ed il comportamento, ci ha permesso di riappropriarci di alcuni metodi di comunicazione e relazione istintivi che riteniamo l'evoluzione e l'intelligenza del genere umano abbiano inevitabilmente assopito od addirittura sedato: sensazioni primarie, fatte di contatto, fiducia istintiva, fisicità, interazione con la natura e con tutte le sue regole, con le sue priorità di valutazione e con i suoi rischi, requisiti fondamentali in una logica di sopravvivenza.

Comprendere le loro specificità, rispettare le loro caratteristiche funzionali e quindi il loro aspetto originario, rappresenta la nostra missione e supporta la nostra passione.

Un percorso di conoscenza che prevede una posizione di leggero svantaggio che ci induce ad approfondire, a valutare, per poterli accompagnare nel loro percorso di vita, come esempio fulgido e mai contraddittorio, fatto di coinvolgimento, interazione, di interesse dimostrato nonché di rettitudine comportamentale che li induce ad emularci ed a rispettarci.
Abbiamo cercato di imparare il loro linguaggio trasmettendo informazioni e necessità con il loro sistema di modulazione vocale, assumendo posture ed espressioni di mimica facciale che avvantaggiano comunicazioni silenti preventive, in quanto ci hanno fatto capire che il percorso educazionale che li riguarda si basa sull'emulazione comportamentale: occorre far vedere loro ciò che devono o non devono fare prima che si organizzino decisionalmente ed autonomamente per farlo.

L'arricchimento esperienziale è alla base del loro sistema di apprendimento; affinché memorizzino correttamente le informazioni dobbiamo fare in modo di averle veicolate correttamente, questo anche per i divieti, devono capire anche ciò che non devono fare e il sistema migliore secondo noi rimane quello della simulazione.

Simulare le esperienze per poterle valutare ed eventualmente correggere. Il premio ricevuto ad azione compiuta, ha senso sole se consiste in un gesto affettivo, magari una carezza sul muso, data con dorso della mano che riproduce la leccata d'assenso che un capobranco riserva ad un sottoposto. Il premio in cibo è molto spesso frainteso: un leader accorto, in natura, non elargirebbe mai cibo in maniera immotivata, il cibo è sopravvivenza e quindi potrebbe far pensare ad incapacità gestionale da parte del capobranco che apre una corsia preferenziale alla prevaricazione gerarchica. In questi cani potrete ritrovare tutto questo, frutto di millenni di vita brada che vi farà esporre sentimentalmente ed emotivamente, inducendovi a ragionare più con il cuore e con la pancia che con la testa.